Pubblicato: Ven, Luglio 27, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Martina, superare emendamenti dl dignità

Martina, superare emendamenti dl dignità

Lo scrive su Facebook il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, il quale si chiede: "SEMBREREBBE?"

E conclude: "Ma se volete salvarvi almeno la faccia eliminate questo emendamento vergogna e chiedete scusa ai lavoratori per questo ennesimo affronto".

La richiesta di ritirare l'emendamento Pd al Decreto Dignità è arrivata ieri durante la direzione dem da parte di Gianni Cuperlo, secondo cui il partito fa "fatica" ad andare oltre il "racconto che ha caratterizzato la campagna elettorale" e i sondaggi dimostrano che si "rischia di proseguire un'emorragia di voti a sinistra".

Sul DL Dignità interviene da sinistra il segretario del PD Martina con un post su twitter che definisce la parte riguardante le indennità di licenziamento viene definita come propganda ed lo invita a sostenere invece l'emendamento proposto dal PD. "Come si può essere contrari a una norma che dà un giusto indennizzo ai lavoratori che subiscono degli abusi?". Nel dettaglio il provvedimento porta le mensilità minime di risarcimento da 4 a 6 e quelle massime da 24 a 36.

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Il Governo propone di aumentare i risarcimenti per quei lavoratori licenziati ingiustamente e il PD si dice contrario. Dopo le critiche da parte di Confindustria e le profonde polemiche con Boeri, torna a parlare il leader dei grillini, che questa volta si scaglia contro il Partito democratico. E annuncia le "proposte alternative" al decreto del Pd, pubblicate sul sito dello stesso partito.

Siamo evidentemente di fronte a un arroccamento intorno alle posizioni contenute nel Jobs Act, che i democratici continuano a valutare positivamente rivendicandone gli effetti positivi sul versante occupazionale e respingendo al mittente le accuse di aver aumentato la precarizzazione delle esistenze, di aver spostato ulteriormente l'asse della contrattazione e di aver determinato la definitiva scollatura fra i lavoratori e il partito che storicamente li ha rappresentati. Ecco nostra proposta che alza indennità ai lavoratori anche in caso di conciliazione. Il Pd, aggiunge, "difende senza pasticci le tutele crescenti, che anche voi non abolite".

Il Pd propone quindi di innalzare le mensilità in caso di procedura di conciliazione, portandole da un minimo di 3 a un massimo di 27.

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