Pubblicato: Gio, Luglio 19, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

L'Onu dichiara guerra (anche) alla pizza: "Fa male come il fumo"


Prosciutto di Parma, Parmigiano reggiano e tutta una serie di cibi italiani famosi in tutto il mondo non sono sotto accusa, ma per i produttori non è ancora tempo di tirare un sospiro di sollievo.

Le risoluzioni Onu non sono obbligatoriamente recepibili dagli Stati membri, ma le stesse potrebbero comunque condizionare (come già in passato su altre questioni) il mercato dell'agroalimentare, con alcuni Stati che potrebbero decidere di adottare misure punitive. Toni meno allarmistici anche quelli del Consorzio del Parmigiano Reggiano. L'obiettivo, ufficialmente, è quello di ridurre diabete, cancro e malattie cardiovascolari ma facendo la guerra, paradossalmente, alla dieta Mediterranea e ai prodotti simbolo da sempre di un corretto stile di vita.

E' allo studio in sede Onu una moratoria - con una discussione avviata da una settimana con la propria agenzia per la Salute, l'Oms - che induca i Paesi membri a frenare il consumo, in particolare del sale, anche tramite l'utilizzo di etichette da applicare a questo prodotto.

Ridurre nella dieta l'apporto di questi alimenti rischia però di danneggiare tanti prodotti di alta qualità del made in Italy.

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Nel documento, in cui si fa riferimento alla riduzione del sale anche tramite la fissazione di livelli nei prodotti alimentari e tramite campagne di informazione sui media, non sono esplicitamente menzionati i prodotti del made in Italy ma, secondo un'inchiesta del Sole 24 ore, Parmigiano, prosciutto e olio extravergine potrebbeo finire nel mirino dell'Oms.

A settembre a New York si terrà questo incontro presso l'assemblea generale delle Nazioni Unite a livello di capi di stato e di governo per affrontare i temi relativi alle malattie non trasmissibili. Ritengono che facciano bene alla salute prodotti come la Coca Cola o altri perché light e poi ci condannano il Parmigiano o altri prodotti dell'enogastronomia italiana.

Possibilità che ha scatenato la reazione anche dell'Assica, l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, che ricorda che "non esistono cibi buoni e cattivi quando viene incentivato un regime alimentare moderato e variegato, come del resto indica la stessa Dieta mediterranea". A fare le prime precisazioni era stato, ieri sera, Francesco Branca, direttore del dipartimento di nutrizione dell'Oms per la salute e lo sviluppo, sottolineando che l'Onu non criminalizza specifici alimenti, ma fornisce indicazioni e raccomandazioni per una dieta sana. Le aziende italiane sono, quindi, preoccupate anche perché a rischio ci sono gli oltre 41 miliardi di export che l'Italia ha fatto registrare nel 2017, e che potrebbero diventare di difficile replica.

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