Pubblicato: Gio, Luglio 12, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Savona: "Italia pronta anche a uscita dall'euro"


Il ministro ha segnalato la possibilità di uno shock straordinario, ricordando la possibilità di essere costretti ad uscire dall'euro per volere di altri. Alla fine la crisi istituzionale venne evitata in extremis: all'Economia andò Tria, Savona venne dirottato agli Affari europei, il Governo Conte riuscì a nascere. Per poi aggiungere: "La mia posizione è di essere pronti a ogni evenienza". Oggi in commissione, pur ribadendo che non c'è la volontà del governo di uscire dall'Euro, il ministro ha detto che qualcuno vorrebbe che l'Italia uscisse dalla moneta unica. "Mi recherò appena terminato questo incontro" dal presidente della Banca centrale europea. "La mia posizione del piano B, che ha alterato la conoscenza e l'interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento". Quanto alle polemiche che hanno preceduto la sua nomina Savona si è limitato a dire: "Dal momento che sono stato delegittimato dai media ho cercato legittimazione democratica". "Se la Bce non ha compiti pieni sui cambi, ogni azione esterna che tocchi il dollaro Usa o anche altre valute, si riflette sull'euro senza che l'Ue abbia strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto. L'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa una situazione in cui la crescita dell'economia dell'eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall'Europa". "Se siamo nell'Unione Monetaria - aggiunge il vicepremier - la Bce deve fare realmente come una banca europea, cambiando lo statuto in modo da atteggiarsi veramente da banca centrale". "Non ha alcun senso un piano B. Ha senso un piano di riforme europee che parta da una nuova stagione riformista per l'Europa che metta al centro il lavoro, la competitività delle imprese in Europa", ha aggiunto.

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La soluzione "di politica economica individuata dal governo è questa: rilanciare gli investimenti per la crescita" e quindi aumentare il Pil senza che "Parlamento e governo mostrino fretta sul lato della spesa corrente". Lo spread resta elevato perché gli operatori attendono di conoscere come il governo intende realizzare i provvedimenti promessi all'elettorato, soprattutto reddito di cittadinanza, flat tax e revisione della legge Fornero.

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