Pubblicato: Mar, Luglio 10, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Thailandia, salvati i primi quatto ragazzi intrappolati nella grotta


Il momento più traumatico che può averli segnati, secondo Di Giannantonio, è quello in cui "hanno avvertito il pericolo, la mancanza di speranza, il timore di diventare protagonisti di una tragedia senza ritorno", continua. Lo riportano le tv thailandesi.

Nel pool, 13 divers stranieri e 5 thailandesi. Addirittura la nonna del ragazzino ha confessato ai giornalisti di aver pregato ogni giorno presso il piccolo tempio fuori casa loro affinché il loro nipote tornasse sano e salvo assieme agli altri compagni.

Eppure, le previsioni dicevano: se tutto andrà bene, serviranno almeno 11 ore. "Stanno facendo dei controlli" ha detto Tossathep Boonthong, capo del dipartimento della salute di Chiang Rai. Nulla si sa delle loro condizioni. Le previsioni del tempo sono drammatiche.

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"Quattro bambini hanno raggiunto la camera numero tre ed usciranno a breve dalla grotta a piedi", ha spiegato il generale Kongcheep Tantrawanit alludendo alla zona esterna della grotta dove i soccorritori hanno allestito il campo base. L'ufficiale ha confermato che oggi sono al lavoro gli stessi sub che hanno tratto in salvo i primi quattro ragazzi ieri. Poi verranno portati fuori comunque uno alla volta. Ma le condizioni meteo non sono promettenti per i prossimi giorni, motivo per cui le autorità hanno deciso di dare via all'operazione di soccorso proprio oggi. Non sono ancora stati trasferiti nell'ospedale di Chiang Rai, e sono in corso sul posto esami medici.

Si chiamano Prajak Sutham e Nattawut Takamsai, hanno entrambi 14 anni. Il piano buddy dive scatta quando in Thailandia sono le dieci del mattino.

Da allora non si avevano più contatti con il gruppo. Tredici sub volontari, i più bravi al mondo in questa specialità, con l'aiuto di cinque professionisti dei Thai Navy Seals sanno che devono accompagnare i ragazzi che indosseranno una maschera speciale per respirare. Alle 17.20 esce il primo dei quattro ragazzi, alle 19.50 l'ultimo. L'allenatore era stato segnalato come il più debole, anche perché per giorni aveva rinunciato alla sua parte di cibo, lasciandola ai suoi ragazzi. Ci si focalizza sul ricordo dell'esperienza traumatica e, utilizzando i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra degli emisferi cerebrali, "alla fine si riesce a cancellare l'emozione negativa associata al ricordo - prosegue - Il trattamento dura al massimo tre mesi". L'ultima parte verso la base all'asciutto. I bambini e il loro allenatore sono stati trovati vivi nella grotta, ma indeboliti dalla fame.

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