Pubblicato: Gio, Luglio 05, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Decreto dignità, addio alla precarietà. Stasera al Consiglio dei Ministri

Decreto dignità, addio alla precarietà. Stasera al Consiglio dei Ministri

Così Luigi Di Maio ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulle reazione degli imprenditori al Decreto Dignità. La Lega non è la sola ad esprimere perplessità. In queste settimane il ministro del Tesoro Tria deve aver lavorato con poche parole e molti fatti per rallentare la corsa verso provvedimenti privi di copertura finanziaria e assai dispendiosi per le casse dello Stato. Stabilita una salvaguardia occupazionale per le imprese che beneficiano di aiuti e che non potranno ridurre il personale oltre il 10% nei cinque anni succcessivi alla data del completamento dell'investimento incentivato.

Il titolo 1 a cominciare dall'articolo 1 del Decreto dignità, punta a limitare l'utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato. I datori di lavoro che dovessero ricorrere a un'assunzione temporanea dovranno pagare l'1,9% di contributo addizionale (oggi è all'1,4%) sulla retribuzione imponibile a scopi previdenziali. La possibilità di prorogare contratti a termine diminuisce da 5 a 4. I contratti a tempo determinato non potranno avere durata superiore ai 24 mesi e potranno essere rinnovati al massimo per 4 volte, norma che si applica anche ai contratti attualmente in essere. Il decreto dignità fa slittare il termine di licenziamento di 120 giorni. Impedire alle aziende di questo settore di investire in promozione nel nostro Paese porterebbe svantaggi concorrenziali ai club italiani, dirottando all'estero i budget pubblicitari destinati alle nostre squadre.

Semplificazione fiscale, contrasto al precariato e alla delocalizzazione selvaggia i temi inseriti nel documento, insieme al contrasto alla ludopatia, con il divieto che scatterà dal 2019 di fare pubblicità a giochi o scommesse con vincite in denaro.

Nel provvedimento è contenuta anche una misura che riguarda gli insegnanti.

Modifiche previste anche per lo spesometro, il cui termine per gli annunci è stato imposto al 28 febbraio e non più a fine settembre.

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A scagliarsi duramente contro i contenuti del Decreto Dignità è, tra le altre associazioni rappresentative delle imprese, Confindustria.

Il decreto dignità ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri, che su proposta del premier Giuseppe Conte e del ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio, ha approvato ieri sera il decreto legge che introduce misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. A dirlo il presidente dell'Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno. "Bisogna però che i rappresentanti delle istituzioni parlino in modo chiaro, il fisco va cambiato, la burocrazia va sfoltita, ma occorrono tempo e risorse".

Il decreto Dignità "è un buon inizio poi il Parlamento cercherà di renderlo ancora più efficiente e produttivo". Insomma, anche per il governo del cambiamento la strada della soluzione dei problemi si presenta, a dispetto di tutti gli annunci, alquanto in salita.

"Sono le imprese che creano lavoro. E vorrei dire che quello che si pensava che non si potesse fare - ha aggiunto - si può fare e sta avendo effetti in tutto il mondo".

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