Pubblicato: Dom, Luglio 01, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Migranti, il premier Conte a Bruxelles: "Vertice spartiacque"

Migranti, il premier Conte a Bruxelles:

Conte accoglie con entusiasmo le decisioni prese a Bruxelles dal Consiglio europeo: l'Italia non è più sola e l'Europa è più forte e unita.

Non si tratta di una ipotesi solo di scuola: ad esempio, non più tardi di tre mesi fa, nel marzo scorso, la Polonia si oppose alle conclusioni del vertice Ue per polemica contro la riconferma, a maggioranza qualificata e con il voto contrario della premier Beate Szydlo, del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, anche lui polacco. "Grande vittoria dei quattro Paesi Visegrad: assieme siamo riusciti a evitare la ridistribuzione obbligatoria dei migranti". Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure legislative e amministrative interne necessarie per contrastarli. La creazione di centri di accoglienza in Tunisia secondo il ministro non risolverebbe il problema ma lo sposterebbe soltanto dal mare alla terra ferma. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, riferendo alla Camera in vista del consiglio europeo di domani e dopodomani a Bruxelles.

Alla fine un accordo c'è stato. Chi arriva in Italia arriva in Europa, e su questo per la prima volta, dopo le crisi migratorie, l'Italia ha segnato un punto. Tutto con la collaborazione di Unhcr e orOim.

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Questo vuoto di potenza non sarebbe stato riempito solo dalla Francia, ma anche dagli Stati Uniti d'America impegnati come non mai nel contrastare la deflazione secolare tedesca e a riaffermare un ruolo centrale in Europa, contando però sul rafforzamento della Nato e quindi su una riformulazione dei budget militari degli Stati europei impossibili se la ricetta ordoliberista dell'austerità continuasse a governare il vecchio continente. Considerando che l'Italia chiedeva l'apertura dei porti di tutta Europa ai barconi e la distribuzione di tutti i migranti tra i Paesi dell'Unione, obbligatoria ovviamente, il risultato portato a casa è alquanto deludente, sebbene lo si voglia far passare per un fruttuoso colpaccio.

L'obiettivo è indicare con chiarezza i diritti e i doveri di tali organizzazioni. "Quindi anche le Ong non devono interferire con la guardia costiera libica". "Gli Stati membri sono inoltre invitati a contribuire ulteriormente al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa al fine di rialimentarlo".

C'è un passaggio dedicato alla Spagna: "In considerazione del recente aumento dei flussi nel Mediterraneo occidentale, l'Ue sosterrà̀, finanziariamente e in altro modo, tutti gli sforzi compiuti dagli Stati membri, in special modo la Spagna, e dai paesi di origine e di transito, in particolare il Marocco, per prevenire la migrazione illegale". "Non per noi, ma per ciò che questo produrrà di buono nella vita degli italiani e anche in quella dei tanti migranti che oggi decidono di mettersi in mare e sfidare la sorte alla ricerca di un futuro migliore e che invece rimediano morte, pericoli vari, frustrazione, emarginazione". Di fatto, se quanto concordato al Consiglio europeo venisse rispettato, si tratterebbe di un accordo che coincide con le proposte e i principi ribaditi dallo stesso Salvini: "la protezione delle frontiere esterne, non lasciare sola l'Italia, in investimento vero in Africa e non a parole".

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