Pubblicato: Ven, Giugno 29, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Sì all'accoglienza dei migranti, ma solo se lavorano gratis per l'Italia

Sì all'accoglienza dei migranti, ma solo se lavorano gratis per l'Italia

"L'attuale assetto Ue non garantisce una tassazione equa, soprattutto per le industrie del web, vogliamo tassare i profitti generati negli Stati membri ridistribuendoli nelle comunità che hanno contribuito a generarli".

"L'Italia ha elaborato una proposta che porta a questo Consiglio Europeo, che è assolutamente ragionevole perché è pienamente conforme allo spirito e ai principi su cui è fondata l'Unione Europea".

"Il regolamento di Dublino va superato perché non ci sono più dubbi che sia inadeguato a gestire flussi migratori" ha aggiunto Conte illustrando davanti alla Camera al completo la proposta dell'Italia presentata domenica e sottolineando che solo il "7%" dei migranti in arrivo sono rifugiati. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riferendo alla Camera sul Consiglio Ue del 28 e 29 giugno, in un'aula al gran completo. Sono probabilmente queste inefficienze ad amplificare la dimensione del problema immigrazione in Italia e a determinare l'atteggiamento rispetto alla strategia da adottare che vede 2 italiani su 10 favorevoli all'accoglienza tout court, un altro 20% incline a rifiutare decisamente ulteriori presenze e una quota prevalente (il 56%) che - conclude Ue.Coop - opta per un indirizzo misto: accettazione di una quota prefissata e respingimento o redistribuzione in Europa degli altri. "Mi riferisco a questa determinazione quando parlo di quel cambiamento nel metodo e nella sostanza che ho annunciato di fronte a queste camere e che mi sono impegnato a proporre in tutti i contesti internazionali ed europei", ha spiegato Conte. Oggi è un giorno molto importante perché aspettiamo che dalle parole si traducano in fatti.

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"Nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027, ribadiamo la necessità di avere un'Unione europea più giusta e più equa". Non può essere ignorato che nel 2017 oltre 5 milioni di persone in Italia hanno vissuto sotto la soglia di povertà.

"Credo che non debba esserci nulla di automatico nel rinnovo delle sanzioni". Il premier fa leva sulla posizione dell'Italia nell'Ue: "È un contributore netto del bilancio Ue, pensiamo di meritare maggiore attenzione". Dunque, ha assicurato il premier, "nella discussione sul prossimo Bilancio settennale Ue, proporrò che il negoziato riservi un'attenzione finanziaria più sostanziale ai fondi Ue proprio a sostegno dell'inclusione sociale". "Occorre molta cautela, le sanzioni sono un mezzo non un fine".

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