Pubblicato: Mer, Giugno 20, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

L'aut aut di Conte alla Merkel: "Soluzioni europee o finisce Schengen"


Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa con la cancelliera tedesca, Angela Merkel.

"Nel caso in cui l'accordo in Europa e con i partner non si possa trovare, non voglio iniziare il lavoro sui respingimenti a quel punto: voglio che la misura si debba solo applicare", ha spiegato Seehofer, che sulla questione immigrati ha poi rinnovato il suo appoggio all'Austria. Per quanto riguarda la Libia, il premier Conte ha specificato che "dobbiamo continuare a lavorare per la stabilizzazione del Paese ed è fondamentale sostenere le autorità libiche nel contrasto ai network criminali che sfruttano l'immigrazione. Noi sosteniamo le proposte della Commissione e il rafforzamento di Frontex". "Il tema della solidarietà in Europa, dalla Germania viene accolto sempre a braccia aperte".

Tra Macron e Merkel c'è sintonia anche sul tema dei migranti respinti: "Concordiamo sul fatto che quei migranti che vengono registrati in un Paese e vanno in un altro devono essere rimandati indietro al più presto".

La spaccatura sul fronte governativo teutonico è evidente dopo che pure la Csu, cioè il partito di Seehofer - branca bavarese della Cdu di Merkel, rispetto alla quale ha posizioni più dure in tema di immigrazione - ha appoggiato oggi all'unanimità l'ultimatum dato dal ministro dell'Interno a Merkel, che guarda al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Quindi ha avvertito: "l'Italia non può restare da sola e senza adeguati meccanismi di solidarietà, che operino una ridistribuzione più equa".

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Il vicepremier e leader del Carroccio aveva infatti chiamato Seehofer settimana scorsa - appena prima della spaccatura del Governo della Merkel - annunciando che "si sta creando un asse per difendere le frontiere a partire dal Mar Mediterraneo".

"Sull'eurozona abbiamo raggiunto un buon risultato".

A proposito di "riforme strutturali" il premier non ha parlato di modifiche alla legge Fornero, uno dei punti del contratto del cosiddetto governo del cambiamento - dove si legge testualmente "stop legge Fornero" - cui l'Europa guarda con preoccupazione.

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