Pubblicato: Mar, Giugno 12, 2018
Cultura | Di Socrate Ginnetti

Diritti tv, Mediapro e Sky in Lega: ultime ore di trattative private

Diritti tv, Mediapro e Sky in Lega: ultime ore di trattative private

In attesa di scoprire se ci saranno intese fra le diverse emittenti che scongiurino questa ipotesi, le altre indicazioni arrivate dall'assemblea sono quelle sulla trasmissione delle immagini per le televisioni in chiaro che dovrà avvenire almeno dopo le 22:00 di domenica mentre sul web gli highlights potranno essere messi online dopo 3 ore dal fischio finale. I tg, infatti, potranno far vedere i gol perché coperti dal diritto di cronaca.

Dopo la bocciatura di Mediapro, poche ora fa la Lega ha pubblicato il bando per l'acquisizione dei diritti tv, introducendo alcune innovazioni fondamentali. La soluzione però potrebbe arrivare da un accordo tra le due emittenti che si aggiudicheranno i diritti televisivi che potrebbero poi concedere i match anche alla contendente, sulla scia per esempio di quanto accaduto proprio per Sky e Mediaset per i canali cinema. Al tifoso, altrimenti, non resterà altra strada che sottoscrivere un abbonamento e andare a seguire le altre partite al bar. Aumento previsto di 300 milioni di euro rispetto all'ultima stagione. Il tutto è legato alla vendita di 3 pacchetti, con delle esclusive per ogni prodotto: nessun operatore potrà acquistarli tutti. I pacchetti principali della Serie A (spariti i pacchetti opzionali), avranno la novità legata ai Pic (8 per ciascuno dei primi due pacchetti e quattro per il terzo): i venti big match saranno scelti dai 'vincitori' e si concentreranno verosimilmente nelle prime serate di sabato e domenica.

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A questo proposito la Rai ha già emesso un duro comunicato di protesta che invita le società calcistiche a riflettere sulla volontà di abolire uno dei programmi più seguiti del servizio pubblico.

La presenza di Tim e Italia Way accanto a quella di Sky, Mediaset e Perform ricompone così totalmente la pattuglia dei soggetti che si erano presentati a gennaio con offerte vincolanti nell'asta riservata agli operatori della comunicazione, avvenuta prima di quella per gli intermediari in cui prevalse Mediapro: in quell'occasione i cinque pretendenti misero sul tavolo complessivamente meno di 800 milioni l'anno, una cifra lontana dalla base d'asta fissata in quella occasione di 1,05 miliardi annui.

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