Pubblicato: Mar, Giugno 12, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Aquarius resta ferma. Salvini: altra nave di ong in mare, basta

Aquarius resta ferma. Salvini: altra nave di ong in mare, basta

Con una serie di post su Facebook, Salvini ha espresso il suo punto di vista. Per questo siamo orgogliosi di proporre un 'Di qua o di là' dichiaratamente ideologico e politico, che se fossimo intelligenti baseremmo sulla dicotomia società aperta/società chiusa, come se il problema fossero gli spostamenti di studenti Erasmus e di qualche manager, ma che più concretamente applichiamo all'attualità. "Con i ministri Moavero Milanesi e Salvini porteremo in Europa il tema della cooperazione tra Stati nel Mediterraneo". Ragioniamo per ipotesi, guardando avanti, ma se il governo italiano dovesse tenere duro e non aprire i porti, la nave Aquarius dove potrebbe andare? Dietro, infatti, c'è il problema di fondo della presa in carico delle domande di asilo. "Non le regole del soccorso". "Non lo era affatto". Malta ha rifiutato molte volte di assumersi le proprie responsabilità, pur parzialmente giustificata in questo dalla sua particolare condizione di isola-Stato, anche quando le aveva formalmente. Ha infranto le normative cercando di scaricare in tutti i modi il fardello. Parallelamente, Salvini ha espresso l'intenzione di volere chiudere i porti italiani, tutte decisioni che vanno contestualizzate nelle norme nazionali e internazionali. Non potremmo immaginare di tornare in una situazione di pericolo per le persone che abbiamo soccorso.

"È nostro dovere aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone", ha spiegato Sanchez in un comunicato. Lo ha detto il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini arrivando al vertice di palazzo Chigi.

More news: Canada, G7: l'arrivo del premier Conte in Quebec

Cosa non vera appunto, Malta non aveva alcun obbligo giuridico di intervenire, non c'è stato un soccorso nella sua area. Le autorità italiane si sono dunque messe in contatto con la nave dicendo loro di attendere nuovi ordini. Una di queste è coordinata dall'Italia, un'altra da Malta. E' un'isola-stato di dalle dimensioni e capacità così ridotte da non consentire un adeguato pattugliamento.

L'Italia è competente per circa un quinto di tutta l'area e Malta, che ha la competenza per una porzione di mare, ha chiesto la cooperazione dello Stivale, demandandogli quindi ogni sorta di compito. Nel 2011 erano 416.268 e, secondo i dati Unhcr, Malta contava tra gli stranieri che vivevano sull'isola 1041 provenienti dalla Somalia, 548 dall'Eritrea, 403 dalla Libia. Il rimpallo dei barconi però non è assolutamente incidentale. E' un criterio irragionevole, specie in casi come Malta ma anche per l'Italia. "Nessuno si deve mai permettere di dire - ha aggiunto - che l'Italia e il governo italiano tengano una politica xenofoba". Anche in questo caso ci si deve affidare a delle interpretazioni che, ovviamente, vanno supportate con le adeguate prove.

Come questo: