Pubblicato: Sab, Giugno 09, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Flat Tax, Speranza: su politica fiscale governo cala la maschera

Flat Tax, Speranza: su politica fiscale governo cala la maschera

Poi abbiamo un piano per intervenire sia sulla copertura della flat tax sia per il reddito di cittadinanza che passa per la spending review ma anche dalla ricontrattazione di tanti margini europei dei prossimi sette anni di programmazione economica europea"."Nel vedere chi ci attacca sono sempre più motivato ad andare avanti con questo governo. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. Il Ministri dell'Interno e vice Premier Matteo Salvini, in un intervento a Radio Anch'io di qualche giorni fa, ha dichiarato: "se uno fattura di più e paga di più, risparmia di più, reinveste di più, assume un operaio in più, acquista una macchina in più, e crea lavoro in più". "Resta il fatto che l'impostazione di questo programma, pardon contratto, di governo sull'intreccio fra tasse, imprese e welfare è molto confuso e contraddittorio".

La Flat Tax tiene banco nel dibattito politico.

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Queste affermazioni hanno lasciato tutti sgomenti. Anche in presenza di un'imposta proporzionale chi guadagna di più ... paga di più, ma in modo proporzionale, quindi senza essere penalizzato. Stando ai dati ufficiali, non saranno tantissimi i contribuenti a ricadere in questa fascia.

Guardando l'infografica realizzata dal Sole24Ore è evidente come da questo tipo di misura fiscale trarrebbe vantaggio soprattutto il 20-30% di popolazione italiana più ricca mentre gli effetti sarrebbero pressoché inesistenti per le famiglie monoreddito a basso reddito (sotto i 20.000 euro annui) e per le famiglie con più redditi ma comunque sotto i 30.000 euro annui a nucleo famigliare. Visto che attualmente l'Ires prevede un'aliquota del 24%, contro il 15% che si vorrebbe adottare ora, il risparmio sarebbe pari ad un 9% di reddito imponibile. Un'incognita non da poco, quest'ultima, sull'obiettivo della semplificazione, perché per un'ampia fascia di contribuenti imporrebbe di mettere a confronto due sistemi fiscali diversi per individuare il più conveniente. Ne ha scritto il giornalista Enrico Marro sul Corriere della Sera. "Poi per le famiglie cominceremo già dal 2019 con dei parametri che andranno a perfezionarsi nel 2020 fino a completarla". Io credo che il disegno complessivo del nuovo esecutivo, in realtà, miri a ridurre i servizi dello Stato e a riconoscere al pubblico una funzione minima, una specie di prologo in vista di una privatizzazione del sistema dei servizi. Secondo il sito lavoce.info, addirittura il 50 per cento del totale dei risparmi prodotti dalla riforma si concentrerà nel 10 per cento più ricco.

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