Pubblicato: Gio, Giugno 07, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Incidente diplomatico tra Salvini e il governo tunisino

Incidente diplomatico tra Salvini e il governo tunisino

Nel comunicato del ministero degli Esteri tunisino, si sottolinea che queste dichiarazioni non riflettono il livello di cooperazione tra i due paesi nella lotta all'immigrazione clandestina. In attesa della fiducia alla Camera, che il governo otterrà nel pomeriggio, Matteo Salvini ha detto che i centri per i rimpatri degli immigrati verranno "chiusi affinché la gente non vada a spasso per le città". Le parole del neoministro degli Interni Salvini, che dalla Sicilia ha dichiarato che la "Tunisia non manda in Italia gentiluomini ma spesso e volentieri galeotti", suscitano la reazione di Tunisi che ha convocato l'ambasciatore italiano per esprimere il suo "profondo stupore per le dichiarazioni del ministro degli Interni italiano".

Matteo Salvini non arretra di un passo sulla questione migranti, e sfodera nuovamente, rafforzandola, l'espressione che aveva suscitato tante polemiche nei giorni scorsi. Quello degli sbarchi e dell'accoglienza di centinaia di migliaia di "non profughi" non può continuare ad essere un problema solo italiano. "O l'Europa ci da una mano a mettere in sicurezza il nostro paese, oppure dovremo scegliere altre vie". Starà dalla parte di chi ha di più, dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri restano tali, senza la possibilità di cambiare la propria condizione.

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Salvini: "Saremo ben contenti di organizzare un incontro nel più breve tempo possibile con il collega ministro dell'Interno tunisino per rafforzare e rinsaldare i rapporti sul fronte immigrazione".

Una vergogna. Invece di rappresentare l'Italia si è messo a fare il celodurista del piffero e il 'trumpino' senza ciuffo. "E' chiaro ed evidente - ha aggiunto - che ci sono dei paesi africani con grossi problemi anagrafici". Occorre lavorare sui tempi, perché non è ammissibile che ci si mettono due anni e mezzo dallo sbarco alla chiusura della pratica di asilo politico. "Lo status di rifugiato viene concesso a 6 immigrati su 100, lo dicono le statistiche", ha concluso. "Fortunatamente arrivo in una macchina che è già perfettamente funzionante", ribadisce ancora il neo ministro. Il giovane assassinato nel Vibonese risiedeva nella tendopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove ieri i migranti hanno manifestato contro l'uccisione del maliano, che svolgeva attività di sindacalista in difesa dei migranti.

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