Pubblicato: Gio, Giugno 07, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Argentina-Israele, è scontro sul match annullato

Argentina-Israele, è scontro sul match annullato

"Lionel Messi ha personalmente spinto per la cancellazione della partita con Israele insieme al suo compagno Javier Mascherano e al ct della nazionale argentina Jorge Sampaoli". Casacche numero 10, quelle del capitano Messi. La decisione di annullare la partita, ha incalzato, è uno "schiaffo al governo israeliano che ha speso milioni affinché si tenesse a Gerusalemme" e per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro Regev che si volevano "fare le foto con Messi".

Ora nel tritacarne ci è finita l'altra star del calcio mondiale, Lionel Messi, che pure, un anno fa, aveva mostrato la propria vicinanza al popolo arabo partecipando fra l'altro al Cairo a un'iniziativa benefica in favore della lotta mondiale all'epatite C. Sabato 9 giugno Leo avrebbe dovuto giocare un'amichevole con la Nazionale argentina a Gerusalemme contro Israele in vista dei Mondiali di Russia 2018, ma, dopo giorni di polemiche, proteste e minacce l'evento è stato annullato.

I giocatori si sono rivolti all'Afa, la federazione calcistica dell'Argentina esprimendogli tutta la loro preoccupazione per le minacce ricevute e le tensioni nella regione in cui avrebbero dovuto giocare l'amichevole interrompendo gli allenamenti per i mondiali. Il presidente dell'Associazione calcio palestinese Jibril Rajoub ha parlato di "vittoria dei valori, della morale e dello sport: con la cancellazione del match Israele ha ricevuto un cartellino rosso". Da mesi erano alla ricerca di un colpo simile a favore del boicottaggio di Israele. Sua la cosiddetta Intifada del pallone, quando chiese alla Fifa di sanzionare e sospendere Israele per le sue "attività sportive illegali in Cisgiordania", alla cui base c'era il fatto che le squadre di calcio degli insediamenti ebraici, quindi club israeliani, disputano le loro partite negli stadi delle colonie ebraiche costruite in violazione della legge internazionale nella Cisgiordania sotto occupazione militare.

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Il giornalista ha sottolineato il ruolo della recente decisione degli Stati Uniti di spostare la propria ambasciata. Il vice di Abu Mazen esulta: "Ha vinto lo sport". Ma non appena si è avuta certezza dell'incontro concordato dalle due Federazioni, subito da parte statale era stato richiesto che il match si trasferisse a Gerusalemme.

Nel frattempo, il generale si era rivolto anche alla rappresentanza diplomatica argentina a Ramallah, spiegando le ragioni della protesta. Intanto si è appreso che la notte scorsa il premier Benyamin Netanyahu ha chiamato sulla vicenda, senza successo, il presidente argentino Mauricio Macri.

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