Pubblicato: Mer, Giugno 06, 2018
Cultura | Di Socrate Ginnetti

Palermo, il miracolo di Cecchinato, batte Djokovic a Parigi

Palermo, il miracolo di Cecchinato, batte Djokovic a Parigi

"È un piacere giocare contro Novak nei quarti di finale al Roland Garros". "Conosco Marco da molti anni". Ai match point mi batteva forte il cuore. I due tennisti non si sono mai affrontati prima di oggi: il vincitore potrà staccare il pass per le semifinali del torneo francese, che andrà a disputarsi contro colui che la spunterà a cavallo dell'altro quarto di finale, che vede impegnati Zverev e Thiem.

La verità però non può essere celata: nemmeno chi lo conosce per averlo visto giocare centinaia di volte s'immaginava che Marco potesse essere competitivo a questi livelli. "Sembrava uno dei tanti italiani di qualità in grado di esprimersi al meglio in un set per poi cedere di schianto di fronte a colleghi d'esperienza", dice Carlo Annovazzi di Repubblica che mi rammenta la sua sconfitta per 6-4 1-6 6-0 contro Federico Delbonis nella semifinale del Challenger Aspria l'anno scorso all'Harbour di Milano: "I colpi c'erano già tutti, compreso il rovescio finalmente decisivo, ma non vedevo la capacità di trasformare tanta varietà in un percorso vittorioso". Ma Parigi (e battere tre fra i migliori 11 al mondo in pochi giorni) è un'altra cosa. Oggi si chiama Marco Cecchinato e non lo conosce quasi nessuno, se non per una storiaccia di scommesse clandestine, condanne e ricorsi in cui era rimasto invischiato un paio d'anni fa e che aveva rischiato seriamente di stroncargli la carriera. Che riesce ad annullarlo con uno splendido stop volley. Il quarto alle 19.20: stavolta il rovescio lungolinea non perdona. Dopo 40 anni un azzurro riesce a ripetere questo risultato.

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È martedì 5 giugno 2018 e un miracolo italiano si materializza al Roland Garros. Sulle barricate del Roland Garros, all'ora del pastis, Marco Cecchinato da Palermo è una creatura che singhiozza come se fosse appena venuta al mondo, i riccetti sporchi di terra rossa, la racchetta abbandonata, l'avversario nobile che gli viene incontro per un virile abbraccio. Prima dell'ultimo conflitto mondiale c'erano riusciti Uberto De Morpurgo (Parigi 1930) e due volte Giorgio De Stefani (Parigi 1932 e 1934).

"Sono il nuovo Ceck". Lo spareggio non finisce più ed è mozzafiato, giocato punto a punto. Ma non aveva ancora fatto i conti con un siciliano un po' speciale.

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