Pubblicato: Mar, Giugno 05, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Governo, il giorno della fiducia: Conte al Senato Diretta


E' inizato pochi minuti dopo le 12 il discorso del premier Giuseppe Conte al Senato. Si tratta sicuramente di un ottimo stipendio, ma inferiore sia a quello del capo dello Stato - 239.000 euro l'anno - che a quanto percepito da deputati e senatori.

Oltre ai voti della maggioranza arriveranno altri sì dagli ex grillini e dal Misto.

Ieri è stata decisa anche la data per il voto di fiducia alla Camera: si terrà a partire dalle ore 17.45 di domani mercoledì 6 giugno 2018, appena il giorno dopo a quello al Senato dove i numeri sono ben più risicati di Montecitorio. Le operazioni di voto per la fiducia inizieranno alle 19.15.

"È un momento importante per me e per il Paese, avverto pesante la responsabilità. Bisogna offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini", esordisce il presidente del Consiglio.

E aggiunge: "Assumo l'incarico con umiltà e determinazione, mosso solo da spirito di servizio".

Conte sottolinea il cambiamento radicale del quale, dice, "siamo orgogliosi. Io sarò garante del contratto, come avvocato che tutelerà l'interesse dell'intero popolo italiano". "Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo".

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Poi continua: "Vogliamo essere pragmatici". Ascolto, esecuzione e controllo saranno i tre pilastri dell'azione di governo. La prima preoccupazione del governo saranno i diritti sociali, progressivamente smantellati negli ultimi anni.

Non solo reddito di cittadinanza e "quota 100". "Metteremo fine al business dell'immigrazione cresciuto a dismisura sotto il mantello della finta solidarietà".

Il governo Conte alla prova dell'Aula. Quanto al capitolo giustizia, il premier annuncia pene più severe per la violenza sessuale e una "riforma della prescrizione". Ma quale sarà il suo stipendio?

L'Europa "è la nostra casa, come Paese fondatore abbiamo il diritto di rivendicare un'Europa più forte e più equa".

Secondo i beninformati, Conte dovrebbe, tra l'altro, parlare d'Europa, rassicurando ulteriormente la platea, ma soprattutto gli osservatori - politici ed economici - internazionali, sulla volontà di restare fedele all'Ue, pur cercando di cambiarne le regole.

"Al lavoro fino a tarda sera sul discorso al Senato e alla Camera". Spazio, invece, alla ricerca scientifica e alle misure volte a scoraggiare la fuga di cervelli all'estero.

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