Pubblicato: Dom, Giugno 03, 2018
Medicina | Di Gottardo Magnano

"Giornata mondiale senza tabacco": gli esperti della Asl incontrano i cittadini


Non e' solo un problema di salute individuale, perche' "curare i tumori ha anche costi economici altissimi per i conti pubblici, risorse che rischiano di essere bruciate con le sigarette" aggiunge Diego Serraino, direttore di Epidemiologia Oncologica e del Registro tumori del Friuli Venezia Giulia.

In occasione della giornata mondiale senza tabacco che si celebra oggi - giovedì 31 maggio - in tutto il mondo, il CRO ricorda che chi continua a fumare dopo la diagnosi di un tumore ha il 50% di probabilità in più di morire nei 5 anni successivi rispetto a chi smette.

Una versione in spagnolo ha consentito ai colleghi andalusi un immediato recepimento del messaggio che si vuole trasmettere con una proposta di comunicazione molto sintetica e immediata: "Togliti il fumo dalla testa: ricolorati con più salute, energia e benessere; autostima e gratificazione; libertà fisica e psicologica".

Il 31 maggio è la Giornata mondiale senza tabacco proclamata dall'Organizzazione mondiale della sanità. L'OMS punta ad ottenere dai Governi forti misure di controllo del divieto di marketing e di pubblicità del tabacco e del divieto di fumo nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici. Secondo l'Oms, quasi 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni databagismo e fra le vittime oltre 600.000 sono non fumatori esposti al fumo passivo. Secondo l'Organizzazione nel 2016 il 20% della popolazione mondiale fumava, mentre nel 2000 era il 27%.

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Gli utenti in carico all'Azienda USL sono circa 400 ogni anno, e hanno tra i 40 e 60 anni di età.

Tuttavia, il ritmo di azione per ridurre la domanda di tabacco e le relative morti e malattie è in ritardo rispetto agli impegni globali e nazionali di ridurre il consumo di tabacco del 30% entro il 2025 tra le persone di 15 anni e più. Circa il 4% dei bambini tra 13 e 15 anni (13 milioni) utilizza prodotti del tabacco senza fumo. La maggioranza degli adulti veneti (il 57%) non fuma, o ha smesso di fumare (il 21%).

Svetlana Axelrod, vice direttore generale dell'Oms per le malattie non trasmissibili e la salute mentale, afferma: "Sappiamo quali politiche e azioni possono aumentare i tassi di abbandono del tabacco, impedire alle persone di iniziare a usare il tabacco e ridurre la domanda, il divieto di commercializzazione e l'implementazione di imballaggi semplici".

Numeri che invece non risultano in calo in Italia, dove al contrario i fumatori appaiono in leggero aumento: sono 12,2 milioni, quando nel 2017 se ne registravano 11,7 milioni.

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