Pubblicato: Ven, Giugno 01, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Visco: "Le banche stanno superando la crisi"

Visco:

"Il destino dell'Italia è quello dell'Europa", ma l'Europa deve cambiare e le critiche arrivate all'Italia dall'estero sono "meschine e squilibrate". In questo senso, "è importante che la voce dell'Italia sia autorevole nei contesti dove si deciderà il futuro dell'Unione europea. Nei prossimi mesi saranno affrontate questioni di grande rilievo: la governance dell'Unione, il suo bilancio pluriennale, la revisione della regolamentazione finanziaria".

"Non possiamo prescindere - ha detto Visco - dai vincoli costituzionali: la tutela del risparmio, l'equilibrio dei conti, il rispetto dei Trattati". "Lungi dall'essere superati da una visione fin troppo schematica ed elementare della dialettica democratica i corpi intermedi, rappresentativi di diritti, interessi e portatori di capacità, intelligenze e spirito innovativo, possono rappresentare la 'marcia in più' per sollevare il Paese dal senso di confusione e smarrimento in cui sembra caduto". Lo scenario più probabile sarebbe quello di una crescita moderata e di un'inflazione in graduale aumento. Per quanto riguarda le banche italiane, il governatore di Bankitalia ha dichiarato che "stanno riducendo i rischi percepiti dal mercato relativi all'esposizione sui titoli di Stato e crediti deteriorati". "Per ridurre il debito non vi sono scorciatoie", ha messo in guardia Visco, "se venisse messo a repentaglio il valore dei loro risparmi, i risparmiatori reagirebbero fuggendo, cercando altrove riparo". Parole che il governatore di Bankitalia rivolge indirettamente ai partiti indicando la strada maestra che il nostro Paese deve seguire per realizzare l'obiettivo di accrescere il reddito e il benessere della collettività.

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Bankitalia rileva che la crisi economica ha accentuato il disagio sociale, ricordando i dati Istat secondo cui negli ultimi 10 anni la quota delle famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta è quasi raddoppiata, giungendo a sfiorare il 7% (soprattutto nel Mezzogiorno e tra le famiglie in cui sono presenti stranieri, e con un peggioramento della posizione dei giovani rispetto a quella degli anziani). Se è auspicabile che siano definiti con chiarezza e lungimiranza gli obiettivi e i progetti delle diverse forze politiche, non sarebbe saggio ignorare le compatibilità finanziarie. "E non per rigidità a livello europeo o minacce speculative ma perché le nostre azioni, i nostri programmi forniscono i segnali che orientano l'allocazione delle risorse a livello nazionale e globale", ha sottolineato. "Non sono le regole europee il nostro vincolo, e' la logica economica".

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