Pubblicato: Lun, Mag 28, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Governo: Salvini, o si può lavorare bene altrimenti meglio tornare al voto

Governo: Salvini, o si può lavorare bene altrimenti meglio tornare al voto

Come andrà a finire si vedrà nelle prossime ore, ma è innegabile che da questa inedita situazione il sistema istituzionale italiano, con le sue regole e le sue prassi, esce con una crisi mai vista. Il Capo dello Stato ha deciso allora di convocare per domani mattina al Colle Carlo Cottarelli. Il piano di spending rewiev di Cottarelli era stato evocato di recente da Andrea Roventini, inizialmente scelto da Di Maio come ministro dell'Economia per il governo M5S. Accantonata l'ipotesi della staffetta tra Di Maio e Salvini, prende quota l'ipotesi di un Presidente del Consiglio esterno ai due partiti e anche al mondo della politica.

Una decisione che Mattarella non ha "preso a cuor leggero". A entrambi ha ribadito il suo veto. Da un lato Alessandro Di Battista, che ritiene "inaccettabili i veti del Quirinale su Savona", concedendo gli onori delle armi all'avversario: "Di lui si può dire tutto, ma sono anni che veramente si è impegnato in maniera incredibile". Lo ha detto Matteo Salvini in comizio a Terni.

A gettare altra benzina sul fuoco ci pensa Di Maio. Gi scenari possibili sono tre. "Non tratto più, o si parte o si vota". Più moderato il presidente della Camera, Roberto Fico. "Spero si vada avanti, saranno Mattarella e Conte a sciogliere il nodo".

Ciliegina sulla torta, la ritrovata verve di Giorgia Meloni in difesa dell'ex o quasi alleato [VIDEO], dopo averlo chiamato 'traditore'. E conclude con una promessa minacciosa: "Puoi essere una persona sotto indagine per corruzione e il ministro lo puoi fare, ma se hai criticato l'Europa no: ma non finisce qui". M5S e Lega avevano infatti già annunciato la loro indisponibilità ad appoggiare qualsiasi esecutivo scelto al di fuori dei loro schieramenti. Con gli stati d'animo che mutavano di ora in ora. Non ha totalmente senso, a meno che i due leader non abbiano già cambiato idea sul condividere il timone del Paese e vogliano puntare direttamente su un prossimo appuntamento elettorale. Sergio Mattarella ha preferito prendersi la croce piuttosto che derogare dai suoi principi, da quelli della carta costituzionale.

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"Se il professor Paolo Savona non va bene per le sue posizioni sull'Ue abbiamo un grande problema di democrazia, la nostra non è una democrazia libera se siamo in queste condizioni". Oltretutto, il diktat penstastellato-leghista è semplicemente intollerabile per ciò che Mattarella rappresenta, la più alta carica dello Stato, ed anche per la sua stessa dignità.

Un altro incarico per Savona?

In questo lungo periodo intercorso dalle elezioni del 4 marzo 2018, Sergio Mattarella ha dimostrato un'incrollabile pazienza, nel preciso interesse di garantire a chi ne fosse in grado la possibilità di dare un governo al Paese.

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