Pubblicato: Ven, Mag 04, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Tim, Genish pronto a lasciare. Addio se vince il fondo Elliott

Tim, Genish pronto a lasciare. Addio se vince il fondo Elliott

TIM in una nota di ieri ha sottolineato che il titolo del giornale "Telecom Italia boss 'ready to quit' over activist" è equivoco e non riflette lo scambio avvenuto tra Amos Genish e il giornale. Dalla vittoria di domani si potrà forse capire anche quale destino prenderà la rete visto che l'ingresso della Cdp in Tim è stato messo in relazione proprio alla volontà della politica di fonderla con quella di Open Fiber per una rete a banda ultralarga pubblica. Eppure Genish viene proprio da Vivendi e aveva detto in un'intervista al Sunday Telegraph di ritenere che la lista francese fosse l'unica a sostenere il piano industriale a lungo termine della compagnia telefonica. Il senso delle parole di Genish è abbastanza chiaro. Genish tiene a precisare che "il problema" non e' da che parte stare ma se avra' o meno "gli azionisti e un cda che supportano il piano industriale". Il manager "non ricopre il ruolo di ad, ma di semplice amministratore dell'azienda oltre alla carica di direttore generale". E' questa l'ultima puntata della lotta intestina tra gli americani e Vivendi in attesa dell'assemblea del prossimo 4 maggio. La lista di Elliott e' composta da candidati provenienti dal mondo imprenditoriale italiano (Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Paola Giannotti de Ponti, Luigi Gubitosi, Paola Bonomo, Maria Elena Cappello, Lucia Morselli, Dante Roscini, Rocco Sabelli) che, ha dichiarato il fondo Usa nei giorni scorsi, hanno "una caratteristica fondamentale: l'indipendenza".

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Il fondo Elliott conferma "pieno sostegno" ad Amos Genish, e rimarca che "non c'è alcun piano alternativo" a quello costruito dall'ad di Tim. E' quanto emerge in una nota del fondo americano diffusa in vista dell'assemblea del 4 maggio prossimo. Il fondo "intende far sì che Genish e la sua squadra di management siano nelle condizioni di massimizzare la creazione di valore derivante dal piano di Tim allineando la società alle best practice internazionali di corporate governance e dotando la società di un board indipendente".

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