Pubblicato: Ven, Aprile 27, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Def. Gentiloni. Il CDM approva senza riforme. "Spetterà al nuovo Governo"

Def. Gentiloni. Il CDM approva senza riforme.

E quanto emerge da numerose cronache che vorrebbero il suo ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan pronto a seguire i dettami di Bruxelles depositando in sede europea il Def. Un'ipotesi rigettata dal centrodestra ed è significativo che una condanna di questo tipo di operazione venga proprio da Forza Italia.

Dopo il +1,5% del 2018, la crescita' del Pil rallentera' con un +1,4% nel 2019 e un +1,3% nel 2020. Infine, il rapporto deficit-Pil: "Il rapporto tra deficit e Pil è collocato al 2,3 per il 2017".

C'è però un grande pericolo che potrebbe intralciare la crescita italiana e il pericolo arriva dagli Stati Uniti.

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Agenpress - "Abbiamo approvato il Def, un Def particolare, come si dice in gergo a politiche invariate, che non contiene la parte programmatica delle riforme che spettano al prossimo governo". Questa cifra riflette un atteggiamento prudenziale di quello che l'economia può produrre. Come spiegato da Padoan, invece il debito "diminuisce nel 2017 e diminuisce in maniera marcata di un punto percentuale nel 2018", un dato che "dimostra che la strategia è quella giusta e non è necessario deviare come a volte sento dire".

Andando a guardare all'altro aspetto, quello del ratio debito-Pil, le stime sono di un calo al 130,8% nel 2018, e di ulteriori flessioni al 128% nel 2019 e al 124,7% nel 2020. Lo spread con i titoli di stato spagnoli migliora di giorno in giorno e il sistema bancario non è ritenuto più a rischio. "Da questo punto di vista, l'importante novità introdotta dal Governo con il Reddito di inclusione dovrà essere sostenuta e ulteriormente rafforzata". L'Italia deve proseguire sulla strada imboccata in questi anni, continuare ad investire sull'intera filiera del sapere e rafforzare le politiche utili a tradurre i segnali positivi registrati sul piano economico e finanziario in misure concrete a beneficio delle fasce più deboli della popolazione.

Per questo il Def incorpora l'aumento dell'Iva che scatterebbe dal primo gennaio del 2019 per effetto delle clausole di salvaguardia. Questi risultati sono il frutto del lavoro delle imprese, del lavoro italiano, del lavoro delle famiglie ma anche il frutto della coerenza nell'azione di governo nel corso della legislatura. Si riportano e proiettano cioè semplicemente i numeri che erano già previsti. "Sappiamo che stanno crescendo molto le importazioni e l'anno scorso è stato un record ma la domanda interna va ancora stimolata".

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