Pubblicato: Gio, Aprile 26, 2018
Cultura | Di Socrate Ginnetti

Loro 1: poster ufficiale del nuovo film di Paolo Sorrentino

Loro 1: poster ufficiale del nuovo film di Paolo Sorrentino

Il secondo film, LORO 2 sarà nei cinema italiani dal 10 maggio. Paolo Mereghetti sul Corriere: "Certo, a Sorrentino non interessava raccontare la storia politica di Berlusconi bensì la sua anima di 'venditore di sogni', ma bisogna dire che in questa prima parte di sogni e di anime ce ne sono davvero pochini". Senonché i conti non tornano, e non solo perché, a onta delle cautele del regista, i riferimenti ai fatti sono in realtà molto realistici (del resto, la realtà berlusconiana avendo tutti i tratti di una fiction, sarebbe pressoché impossibile estrarne una fiction non realistica).

Una regia che continua a guardarsi allo specchio tra rallenty, scene oniriche e personaggi sospesi nel vuoto, rinoceronti, capre ed esplosioni di rifiuti, dove la macchina da presa vuole essere messa al servizio della "grande bruttezza" che si nasconde nei volti di plastica, negli occhi vacui di questi individui perennemente in compagnia, ma eternamente soli. Quegli altri si domandano perché il film non sia a Cannes come da previsioni: non è piaciuto a Frémaux, il direttore del festival; no, Frémaux aveva chiesto a Sorrentino un montaggio esclusivo per il festival e non ha funzionato; no, Sorrentino proprio non aveva finito di montarlo.

Autore di uno dei peggiori film mai concepiti (This Must Be The Place), il regista partenopeo (so che fra qualche giorno sarò ospite del Comicon, quindi Napoli per favore abbi pietà di me e ricorda che la libertà d'espressione è ancora in vigore su territorio italiano) attraverso il suo cinema artificiosamente elaborato, inutilmente barocco, stolidamente auto-celebrativo e soprattutto assolutamente banale, non è mai riuscito a comunicarmi altro se non profondo fastidio e viscerale rigetto. Sorrentino ha già raccontato lo stesso mondo, la stessa decadenza, la stessa città, con la stessa miscela di lirico e grottesco, ogni affermazione qui è un'eco.

Nani, ballerine, cocainomani il cui maggiore investimento è portare giovanissime disponibili al potente, ministri che perdono la testa davanti al sesso e diventano ricattabili, sgambetti, invidie, il tutto avvolto nel lusso.

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Un uomo che, più che essere associato alla figura del politico degli ultimi anni, sembra essere semplicemente in pensione, ingiustamente chiacchierato e con troppe gatte da pelare che trascendono dal suo controllo. E non c'è nulla di più ridicolo, per lui, del potere.

Il protagonista assoluto dei due film è interpretato, come spesso accade nei film di Paolo Sorrentino, da Toni Servillo.

E qui che il film inizia a carburare. Questi "Loro" danno vita al titolo del film che si snoda in due parti. Immerso in un mare di servitù consenziente (il rapporto di B. con Apicella e un altro cantante vero, intruso sul finale, fa sbellicare), e con l'apparizione di un fuoriclasse del calcio che rifiuta l'assegno in bianco del Cav, tra Silvio e Veronica il rapporto non è mai al limite delle tensione, anzi ha un piacevole disincanto che permette al film di prendere un divertito e rapido ruzzolare verso una comicità istintiva e leggera. Il nuovo film di Sorrentino è stato acquisito da Focus Features ed è distribuito da Universal Pictures Italy per il mercato italiano, mentre la distribuzione internazionale è stata affidata a Pathé. Un fedele 65enne, vittima di un ricatto a sfondo sessuale, che Berlusconi-Servillo non esita cinicamente a scaricare quando viene a sapere del suo tentativo sotterraneo di prendere il suo posto come leader del centrodestra.

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