Pubblicato: Gio, Aprile 26, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Alfie, la Corte d'Appello rigetta il ricorso: non verrà in Italia

Alfie, la Corte d'Appello rigetta il ricorso: non verrà in Italia

In un primo momento sembrava una buona notizia la concessione dal parte del giudice dell'Alta Corte britannica Anthony Hayden della possibilità per la famiglia del piccolo Alfie di riportare il bambino a casa, dopo che il piccolo era "miracolosamente" sopravvissuto al distacco delle macchine, la notte tra il 23 a il 24 aprile. L'avvocato ha anche detto in udienza: "Non c'è nessuna nuova prova medica, per non parlare di prove convincenti, rispetto all'udienza di febbraio", e il fatto che il bambino respiri autonomamente "non cambia le circostanze". I manifestanti, che sventolano insegne del cosiddetto 'Alfie Army', hanno sostenuto i genitori nella battaglia contro la decisione della magistratura britannica di autorizzare i medici a staccare la spina. "Una volta staccata la macchina salvavita il piccolo ha continuato a respirare e il padre chiede di non lasciare nulla d'intentato". Magari se fosse stato il Gaslini di Genova, che si è offerto in ritardo, avrebbero detto di sì.

"I dati certi della vicenda - sottolinea il Centro - sono che: nei confronti di Alfie i genitori non invocano alcun "overtreatment" (o, come si dice impropriamente, accanimento terapeutico), bensì il mantenimento vitale attraverso supporti tecnici". Tom Evans, il padre, ha minacciato nella stessa sede di far causa a tre medici dell'Alder Hey Hosipital di Liverpool per cospirazione finalizzata all'omicidio del figlio e fa sapere di aver già preso contatti con investigatori privati per istruire il caso.

Michael Mylonas QC, difensore della struttura ospedaliera, ha spiegato alla corte: "Uno dei problemi di questo caso è che loro guardano [Alfie] e, eccetto i macchinari per farlo respirare e mangiare, è un dolce, adorabile bambino che appare normale, apre gli occhi, sorride".

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I genitori di Alfie Evan sono Tom Evans e Kate James, entrambi ventenni e di Liverpool.

Un protocollo che del resto non prevedeva la resistenza di Alfie (anche se l'avvocato dell'Alder Hey s'ingegna di negarlo in barba ai pezzi di carta), i due giorni di respirazione autonoma o quasi di quel paziente di 23 mesi colpito da una patologia neurodegenerativa tanto spietata quanto opaca. "Ma bisogna considerare che è stanco poiché non è stato alimentato per varie ore" ha detto don Gabriele Brusco in un'intervista al Tg2000. Il giudice infatti ha dato il permesso a un eventuale trasferimento a casa, escludendo l'ipotesi di un viaggio verso Roma.

Papà Tom ha fatto sapere che Alfie respira e "continua a lottare" anche dopo il distacco dalla ventilazione assistita, segno a suo avviso che il bambino può essere salvato. Hanno iniziato a nutrirlo solo ieri all'una. L'udienza, conferma la Corte d'Appello, è fissata per il pomeriggio. La polizia ha serrato le file per bloccare l'ingresso, ma la tensione resta alta e la protesta si rafforza con ormai diverse centinaia di sostenitori della battaglia dei genitori presenti. La giustizia britannica inoltre si è dichiarata contraria al trasferimento di Alfie in Italia.

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