Pubblicato: Mar, Aprile 24, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Pakistan, cristiana rifiuta di convertirsi: bruciata viva

Pakistan, cristiana rifiuta di convertirsi: bruciata viva

Di certo è stata aperta un'inchiesta, su cui anche il ministero degli Esteri italiano vuole vederci chiaro.

Asima Yaqoob, la ragazza cristiana bruciata viva in Pakistan dal fidanzato per essersi rifiutata di convertirsi all'Islam per sposarlo, è morta nell'Ospedale Mayo di Lahore, in Punjab.

Dal Pakistan fanno sapere che non si sarebbe trattato di un omicidio, ma di un infarto o un malore, tanto che il padre e fratello non sarebbero in carcere, ma liberi e forse tra la fine di aprile e l'inizio di maggio potrebbero tornare a Brescia. Cresciuta a Brescia dove aveva recentemente aperto un'autoscuola per stranieri, secondo alcuni, sarebbe stata uccisa, sgozzata da padre e fratello che volevano imporle un matrimonio combinato nel paese d'origine.

Voleva sposare un italiano e per questo il padre e il fratello l'hanno uccisa.

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Il barbaro delitto è avvenuto nel distretto pakistano di Gujarat, dove Sana era nata e dove era tornata dalla famiglia un paio di mesi fa. Ma una sua amica del cuore ritiene che sia stata uccisa perché il padre non accettava la sua vita non conforme alle tradizioni, anche se della vicenda non si verrà mai a capo essendo state frettolosamente archiviate le pratiche. Quando però il ragazzo ha capito che la sua promessa sposa non avrebbe ceduto, ha deciso di darle fuoco.

Sana e la sua famiglia erano da tempo in contrasto: la giovane era andata anche a vivere da sola e aveva avviato una attività lavorativa autonoma, una scuola guida.

In un'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica un amico del padre di Cheema ha detto che la ragazza è effettivamente morta, "ma di infarto, e che tutto il resto è una bugia". "L'ho sentito scosso e triste da quanto accaduto, e mi ha confermato che la figlia è morta a causa di un malore", ha dichiarato il vicino tunisino.

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