Pubblicato: Sab, Aprile 21, 2018
Medicina | Di Gottardo Magnano

Bolkestein: "Le concessioni balneari sono beni e non servizi"

Bolkestein:

Giorgio Mussoni, presidente dei bagnini di Oasi Confartigianato, va contro corrente e smorza gli entusiasmi che hanno alimentato le parole di Frederik Bolkestein, il quale ha bocciato le aste spiegando che che le concessioni demaniali sono beni e non servizi.

"Siamo sulla buona strada - ha detto Molinari - perché finalmente viene alla ribalta un problema che sta facendo male al comparto e che anche in Sardegna rischia di mettere in ginocchio i concessionari che operano nel settore balneare turistico".

Secondo Cesare Boggiano, titolare dei Bagni Marini di Lavagna e vicepresidente vicario di Assobalneari Tigulllio, "Bolkestein ha riportato quello che è lo spirito originale della direttiva e non è nemmeno la prima volta che lo fa". In Spagna i concessionari possono avere una proroga di 75 anni, "se si possa fare altrettanto in Italia non so, dipende dal governo italiano", valuta tra scroscianti applausi Bolkestein. "Ed è questo che CNA chiederà al prossimo governo appena si sarà insediato".

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Si conferma, infatti, che né la Commissione europea, allora in carica, e neppure il Parlamento europeo del 2006 prevedevano gli effetti destabilizzanti che quell'atto avrebbe contribuito a creare in settori nevralgici e cruciali della nostra economia.

A Sestri Levante i balneari invocano soluzioni imminenti.

Tali principi non sono stati scalfiti dalla sentenza della Corte di Giustizia del 14 luglio 2016, in quanto il Giudice dell'Unione, nell'affermare che le concessioni rientrano nell'ambito applicativo della Direttiva Servizi, non ha affrontato il tema della tutela dei diritti di proprietà degli attuali concessionari, in quanto le relative questioni non erano state poste alla sua attenzione dai giudizi di rinvio (TAR Lombardia e TAR Sardegna). Così facendo, però, la pessima politica italiana ha prodotto danni irreparabili: in questi dieci anni tantissime aziende hanno chiuso, altre hanno messo i dipendenti in cassa integrazione. "È stata un'ingiustizia e chiediamo alla politica di rimediare". Tradotto: legittimo affidamento, riconoscimento del valore di impresa e riconoscimento della professionalità.

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