Pubblicato: Dom, Aprile 08, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Pedopornografia, arrestato in Vaticano ex addetto della Nunziatura

Pedopornografia, arrestato in Vaticano ex addetto della Nunziatura

Un'altra denuncia era arrivata per via diplomatica dal Governo degli Stati Uniti, dove il monsignore dal 2015 aveva prestato servizio nella Nunziatura apostolica.

Con questa nota, la Sala stampa della Santa Sede ha comunicato l'arresto dell'ex funzionario della Nunziatura di Washington, arrivado al termine di un'indagine condotta dallo stesso Promotore di Giustizia sull'ipotesi di reato di possesso di materiale pedopornografico. Il provvedimento è stato eseguito dalla Gendarmeria Vaticana. "L'arresto giunge al termine di un'indagine del Promotore di Giustizia". "Il giudice istruttore ha ordinato il provvedimento sulla base dell'articolo 10, commi 3 e 5, della legge VIII del 2013" che persegue il reato di pedopornografia. Il fascicolo è stato aperto dopo la notifica dello scorso 21 giugno da parte del Dipartimento Usa sul possibile reato. L'imputato è adesso detenuto in una cella della caserma del Corpo della Gendarmeria, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

In questi mesi in Vaticano monsignor Capella viveva nello stesso appartamento che era stato abitato dal nunzio apostolico polacco, Wielosowski, un altro prelato arrestato e sotto processo per una storia di abusi su minori nella Repubblica Dominicana. Il sacerdote indagato, diplomatico d'alto profilo, ex officiale della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, era finora ospitato in Vaticano presso il Collegio dei Penitenzieri, già in stato di restrizione in attesa del giudizio.

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Nel settembre scorso il Vaticano lo aveva sottratto alla giustizia americana e alla polizia canadese che aveva spiccato un mandato di arresto. A suo carico ora si profila il processo penale nel tribunale d'Oltretevere. Mentre il comma 5 che "nei casi previsti dai commi 3 e 4, la pena è aumentata ove il materiale sia di ingente quantità".

La vicenda ha origine nel 2016 in Ontario (Canada), quando monsignor Capella venne accusato dalla polizia canadese di aver utilizzato il computer della chiesa locale per scaricare e diffondere materiale pedopornografico.

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