Pubblicato: Sab, Aprile 07, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Nuova tegola su Facebook: a caccia di dati negli ospedali

Nuova tegola su Facebook: a caccia di dati negli ospedali

Intanto, dato che è emerso il numero degli utenti italiani coinvolti, è stato annunciato che la causa collettiva negli Stati Uniti per gli utenti italiani coinvolti nello scandalo si farà.

Le attività di divulgazione della SZN continueranno con gli altri social media.

Va ricordato, comunque, che nel 2004, mentre Facebook era ancora agli albori, Zuckerberg si lasciò andare in una chat con un amico, dicendo: "Beh insomma, se ti servono informazioni su qualcuno ad Harvard... basta chiedere". Se in un primo tempo Zuckerberg ha preferito non rilasciare commenti, dal social network si fa sapere che entro pochi mesi debutterà una nuova funzione, accessibile a tutti, per annullare l'invio di un messaggio.

Secondo indiscrezioni diffuse oggi dalla Cnbc, Facebook avrebbe chiesto ad alcuni dei principali ospedali americani di condividere con il social network dati anonimi dei loro pazienti relativi, per esempio, a malattie e farmaci prescritti, per un progetto che si è fermato alla sola fase di pianificazione. Queste app infatti non si limitano alle informazioni dell'utilizzatore che ha installato questa applicazione, ma raccolgono dati anche sui suoi amici, i quali potrebbero non aver nemmeno mai sentito parlare di quel particolare servizio.

Qui di seguito abbiamo approfondito i vari aspetti sul caso Cambridge Analytica, in relazione al quale ci siamo anche chiesti se fosse arrivata l'ora di cancellarsi da Facebook. Le app che permettono di intervenire sulle pagine di Facebook, avranno restrizioni sulle informazioni cui accedono.

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L'Antitrust ha aperto un'istruttoria su Facebook. Circa 16 euro. Un abbonamento annuale non sarebbe poi così costoso.

"Se vuoi creare un servizio che aiuti a connettere tutti nel mondo non puoi renderlo a pagamento perché molte persone nel mondo non possono permettersi quel costo".

In Italia gli utenti coinvolti sono 214.134, a fronte di 31 milioni di account registrati.

Degli 87 milioni di profili complessivamente violati la netta maggioranza, oltre 70,6 milioni, appartiene a utenti statunitensi.

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