Pubblicato: Gio, Aprile 05, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Sale la disoccupazione giovanile Ma in generale si lavora di più

Sale la disoccupazione giovanile Ma in generale si lavora di più

Il lievissimo calo della disoccupazione è positivo, ma non deve trarre in inganno. E la crisi dei consumi sta pian piano erodendo il numero di liberi professionisti e commercianti. Lo rileva l'Istat nei conti trimestrali, aggiungendo che invece nel quarto trimestre la pressione fiscale è stata pari al 48,8%, in riduzione di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il tasso di occupazione rimane stabile al 58%.

"L'Istat, nella sua ultima rilevazione, mette in luce un significativo incremento congiunturale dei dipendenti a tempo indeterminato, (+54 mila), dopo 10 mesi consecutivi di calo".

Il tasso di inattività sale al 34,7% (+0,1 punti percentuali). Il calo della disoccupazione nell'ultimo mese è molto più marcato tra le donne (-3,5%), mentre per gli uomini è solo -0,1%.

I disoccupati in Italia sono 2 milioni e 835mila. Nell'arco del trimestre dicembre-febbraio l'occupazione diminuisce dello 0,1% (-32 mila) rispetto al trimestre precedente. Tra banche venete e Mps sono interventi che ammontano a 6,3 miliardi di euro. Risultano poi in "lieve crescita" i dipendenti a termine (+4 mila), mentre continuano a diminuire gli indipendenti (-39 mila). Il tasso di disoccupazione resta invariato per gli uomini mentre diminuisce di 0,2 punti per le donne.

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Dal calcolo del tasso di disoccupazione dei 15-24enni sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi, condizione prevalente in questa classe di età.

Migliora anche la qualità dell'occupazione, con più contratti a tempo indeterminato.

"A febbraio è sceso il tasso di disoccupazione passando dall'11% di gennaio al 10,9% eguagliando il dato di dicembre che è stato il migliore da agosto 2012". A febbraio la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,2% (+28 mila).

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