Published: Mar, Aprile 03, 2018
Esteri | By Evidio Veneziano

Cina. Risposta ai dazi di Trump: tassati 128 beni importati dagli Usa

Cina. Risposta ai dazi di Trump: tassati 128 beni importati dagli Usa

Tra i prodotti colpiti da Pechino figurano, in particolare, frutta, maiale e vino.

Le tariffe sono la risposta alla tassa del 25% di Trump sull'acciaio importato e del 15% sull'alluminio.

Trump, che ancora non ha escluso di fare altrettanto con l'Unione Europea (ha spiegato che "l'Unione Europea ha barriere: loro possono fare affari con noi ma noi non possiamo fare affari con loro, non è equo"), nei giorni scorsi ha spiegato che "Ho chiesto loro (ai cinesi, ndr.) di ridurre immediatamente il deficit commerciale di 100 miliardi di dollari".

Trump aveva detto che "le guerre commerciali sono una cosa buona" quando un paese sta perdendo molti miliardi di dollari negli scambi commerciali.

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Il governo cinese reagisce ai dazi imposti dagli Stati Uniti. La Cina ha annunciato l'operatività da oggi dei dazi su 128 beni importati dagli Stati Uniti, tra cui carne di maiale e frutta, per totali 3 miliardi di dollari.

I dazi statunitensi "sono diretti solo a pochi Paesi, violando gravemente il principio di non discriminazione", si legge in una nota sul sito web del ministero del Commercio. Lo scontro è destinato a inasprirsi sull'approvazione attesa da parte di Trump di altre misure fino a 60 miliardi di dollari che includono 1.300 beni importati dalla Cina, tra telecomunicazioni, hi-tech e aerospazio. Nel 2017 i prodotti agricoli americani finiti sui mercati cinesi hanno toccato un valore di 20 miliardi.

Il vino italiano potrebbe avvantaggiarsi momentaneamente della guerra commerciale tra Usa o Cina dopo che le esportazioni del nettare di Bacco "Made in Italy" nel gigante asiatico hanno raggiunto il massimo storico di oltre 130 milioni di euro nel 2017 (+29%). Lighthizer ha fino al 6 aprile per rilasciare la lista finale dei beni da colpire: il segretario al Commercio Wilbur Ross, a fine marzo, ha anticipato che l'annuncio sarebbe maturato "molto presto". È quanto emerge da un'analisi della Coldiretti su dati Istat, divulgata in occasione dell'entrata in vigore dei superdazi cinesi. Un mercato dunque strategico per i viticoltori italiani mentre per quanto riguarda la frutta fresca - continua la Coldiretti - l'Italia può esportare al momento in Cina solo kiwi e agrumi anche se il lavoro sugli accordi bilaterali per pere e mele è ad uno stadio avanzato e potrebbe aprire opportunità, dopo lo 'stop' alle forniture statunitensi. "L'estendersi della guerra dei dazi ai prodotti agroalimentare - sottolinea Coldiretti - apre scenari inediti e preoccupanti, anche con il rischio di anomali afflussi di prodotti che potrebbero deprimere le quotazioni".

Il Global Times ha scritto che se Washington avesse pensato che Pechino non avrebbe reagito, allo era il caso di "dire addio a questa illusione".

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