Pubblicato: Sab, Marzo 24, 2018
Sportivo | Di Concetto Furlan

Caos Milan: tra Procura, Yonghong Li ed Elliott

Caos Milan: tra Procura, Yonghong Li ed Elliott

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera in un articolo firmato da Milena Gabanelli e Mario Gerevini, la società Jie Ande dell'imprenditore cinese e presidente del Milan Yonghong Li è stata dichiarata fallita dal tribunale del popolo di Shenzhen. Il fondo americano Elliott, nel frattempo, potrebbe anticipare altri 30-40 milioni di euro per garantire il via libera dell'Uefa per quanto riguarda le problematiche legate al rispetto del Fair play finanziario. Il rischio default sul prestito concesso dal fondo Elliott è concreto. La chiacchierata cessione del Milan da parte di Silvio Berlusconi sembra indirizzarsi verso il finale che più o meno tutti avevano immaginato: Yonghong Li rischia di non essere un proprietario credibile, il suo patrimonio era inconsistente come dimostra il fallimento della sua holding. Yonghong Li vorrebbe risolvere la situazione in maniera differente, ma ha poco tempo a disposizione. Leggiamo: "Si tratta di un fascicolo esplorativo, "a modello 45": le norme lo inquadrano come "registro degli atti non costituenti notizia di reato". Se venisse confermato che l'azionista di riferimento è Li Yonghong, sarebbe quindi evidente che non ha la liquidità per ripianare il debito. Non è da escludere però che venga fatta richiesta alla Cina di una rogatoria, un'eventualità questa che a quel punto farebbe scaturire un'ipotesi di reato. Eppure lo scenario è quello e nei prossimi tre mesi il destino del Milan non è solo nelle mani di Gattuso (che potrebbe lenire parte del problema con una qualificazione in Champions League) ma anche e soprattutto nella gestione economica finanziaria del club.

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Il presidente Yonghong Li non sta certamente vivendo un buon momento, ma il fondo americano Elliott potrebbe aiutarlo ad uscire da una situazione alquanto complicata. Quale futuro per il club? Altra tappa fondamentale sarà l'incontro di aprile con l'Uefa. L'avvocato nominato dai giudici potrà ora chiarire se davvero quel piccolo tesoro detenuto dalla cassaforte Jie Ande, cioè la partecipazione nella quotata Zhuhai Zhongfu, appartenesse davvero di mister Li -come dichiarato dallo stesso presidente rossonero- e non, invece, di un certo Jinzhong Liu, come dichiarato nei bilanci. Un brutto epilogo e un danno di immagine per il Milan.

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