Pubblicato: Mar, Marzo 20, 2018
Esteri | Di Evidio Veneziano

Il caso Cambridge Analytica penalizza Facebook

Il caso Cambridge Analytica penalizza Facebook

Perché tutto questo interesse da parte di Facebook nell'annunciare con un post pubblico sul proprio blog il ban di questi quattro account? Facebook è al centro di uno scandalo che vede l'utilizzo illecito dei dati di 50 milioni di utenti per scopi elettorali. Le ripercussioni in Borsa sono un inequivocabile segnale del terremoto che sta scuotendo il gigante dei social media: dopo le rivelazioni del Guardian e del New York Times il titolo è arrivato a perdere oltre il 7%, mai così male dal 2012, trascinando in basso Wall Street.

Si è parlato delle accuse alla Cambridge Analytica che si concentrano sulla Brexit e sulle Presidenziali USA. Fino a qui nulla di anomalo.

Pare che i dati personali di 50 milioni di utenti di Facebook siano stati filtrati dalla società di consulenza britannica, e che siano stati utilizzati per tracciare profili di elettori a scopo di propaganda sia negli Usa sia nel Regno Unito, in particolare a favore dell'attuale presidente degli Stati Uniti. Si accusa Cambridge Analytica di essere stata il grande burattinaio capace di manipolare il libero voto degli americani su Internet, notizia già uscita ormai molto tempo fa. "I consigli suggeriti da Ca hanno permesso al partito di andare oltre le sue aspettative iniziali in un momento di turbolenza nella politica italiana". Ovvero trasferire le tattiche del marketing all'interno del mondo della politica.

L'app è presente in ben 100 nazioni con circa 200 milioni di persone che la utilizzano.

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Da specificare che Cambridge Analytica, fondata nel 2013 dal miliardario Robert Mercer, è vicina all'ex stratega di Trump Steve Bannon e secondo alcuni anche alla Russia.

A ideare questa piattaforma fu un docente britannico di psicologia, Aleksandr Kogan. Per raccogliere le informazioni sulle abitudini degli utenti, il professore sviluppa l'applicazione "thisisyourdigitallife" e la promuove attraverso la piattaforma social. Tuttavia, l'app ha anche raccolto le informazioni degli amici di Facebook dei partecipanti alla prova, portando all'accumulo di un pool di dati di decine di milioni di persone. Tutto questo è legittimo, sono molte le applicazioni che raccolgono questo tipo di informazioni, ma le società che ne entrano in possesso non devono condividerle con aziende terze. "È su questa base che l'intera società è stata costruita", ha detto Wylie.

Un ex dipendente di Cambridge Analytica, Chris Wylie, ha raccontato che quell'azienda utilizzava algoritmi che creavano fake news "ad alto livello" sfruttando in modo inappropriato dati ottenuti tramite Facebook. Facebook ha oscurato Cambridge Analytica venerdì scorso, tre anni dopo aver scoperto che aveva infranto le regole del social network acquistando illegalmente i dati raccolti dall'app 'thisisyourdigitallife', messa a punto dall'accademico russo-americano Aleksandr Kogan.

Una volta messo mano sui dati per Cambridge Analytica non si sono stati più freni. Del resto, Facebook è stato colpito in una delle sue maggiori debolezze: verso la fine del 2015 il social network si era reso conto del massiccio furto di dati subito, ma non avvertì i suoi utenti.

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