Pubblicato: Mer, Marzo 14, 2018
Economia | Di Almiro De Bernardi

Istat: nel 2017 disoccupazione all'11,2%, il minimo da quattro anni

Istat: nel 2017 disoccupazione all'11,2%, il minimo da quattro anni

Il tasso di disoccupazione nel 2017 è sceso di 0,5 punti e arriva all'11,2 per cento. Dalle rilevazioni dell'Istat si scopre anche che tra le province isolane nelle quali si fa maggiormente sentire l'assenza di lavoro c'è il Sud Sardegna con il 21,4% di tasso di disoccupazione. I dati mensili più recenti (gennaio 2018) presentano, al netto della stagionalità, un lieve aumento del numero di occupati rispetto a dicembre 2017. Lo ha reso noto l'Istat spiegando che, nel 2017, il tasso di disoccupazione si riduce in tutte le ripartizioni ma i divari rimangono accentuati: nel Mezzogiorno (19,4%) è quasi tre volte quello del Nord (6,9%) e circa il doppio di quello del Centro (10,0%).

Nel IV trimestre del 2017 dopo un aumento ininterrotto dal 2010 diminuisce il lavoro a tempo parziale (-61.000) mentre cresce quello a tempo pieno (+340.000).

Il calo della disoccupazione è stato più forte al Nord (-8% contro -0,5% al Sud), mentre la riduzione degli inattivi è stata leggermente più consistente nel Meridione, dice Istat. La riduzione della disoccupazione e del relativo tasso riguarda invece più gli uomini (meno 4,8 per cento e meno 0,6 punti) in confronto alle donne (meno 2 per cento e meno 0,4 punti). "Per le forze di lavoro potenziali è aumentata la percentuale di quanti transitano, nell'arco di un anno, verso l'occupazione (dal 14,2% al 15,2% nei dodici mesi)".

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E' il quarto anno consecutivo che l'occupazione cresce, salendo nel 2017 dell'1,2%, ovvero di 265mila unità.

Più persone al lavoro, anche giovani, soprattutto a tempo determinato e con un boom di lavoro a somministrazione, nell'anno dell'addio (temporaneo) ai voucher.

Secondo i dati dell'Istituto provinciale di statistica Astat, nell'anno 2017 sono 139.800 gli uomini e 113.300 le donne che risultano occupati in Alto Adige, per un totale di 253.100 persone. Non a caso, con la fine degli incentivi è tornato a salire il costo del lavoro (+0,8%) principalmente per la ripresa degli oneri sociali, mentre gli stipendi sono saliti solo dello 0,5%.

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