Pubblicato: Dom, Febbraio 25, 2018
Medicina | Di Gottardo Magnano

Torino, detenuto tenta di aggredire magistrato durante udienza di convalida

Torino, detenuto tenta di aggredire magistrato durante udienza di convalida

"Questo è un chiaro segnale - conclude Vetri - che il Reparto di Polizia Penitenziaria di Pisa, nonostante l'assenza di un direttore fisso (provvisoriamente dirige l'istituto pisano, 2 volte a settimana, il direttore della Casa Circondariale di Lucca), i turni estenuanti ed i carichi di lavoro, riesca con professionalità a mandare avanti una struttura che, sotto gli occhi di tutti, è in continuo declino". Così in una nota il Segretario Generale del Sappe, Donato Capece, torna a denunciare la grave situazione penitenziaria regionale. La seconda sezione del carcere di Bari - ricorda ancora il Cosp - ospita circa un centinaio di detenuti.

Un altro detenuto al carcere della Dozza di Bologna ha tentato di uccidersi. Per il SAPPE "lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti - lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività - è controproducente perché lascia i detenuti nell'apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti". A denunciarlo è sempre il sindacato di polizia penitenziaria: "Stavolta a farne le spese sarebbe stato un giudice per le indagini preliminari, se non fosse intervenuto un nostro agente", si legge nella ricostruzione di Nicola Sette, segretario nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe): "Stamattina, venerdì 23 febbraio - racconta - presso la Casa Circondariale di Torino, un detenuto italiano in carcere per tentata rapina, durante l'udienza di convalida davanti al Gip, si è scagliato contro il magistrato". Gli stranieri sono il 35%, ossia 19.818. Un esempio su tutti: "negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 18mila tentati suicidi ed impedito che quasi 133mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze".

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"Il rischio di contagio - sottolinea il sindacato - preoccupa gli operatori del carcere a causa del contatto diretto con altri detenuti e con gli agenti di polizia penitenziaria".

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